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27 Mag 2017

Il cammino da percorrere per nutrire adeguatamente la popolazione del pianeta è evidente ed è quello della biodiversità, dell’agroecologia, dei processi di trasformazione artigianalo, nel rispetto sia di coloro che coltivano cibo buono e salutare sia di coloro che scelgono di consumarlo.

L’agricoltura ecologica e biodiversa e l’artigianato (Samskara in Ayurveda) nutrono il mondo, non le multinazionali con i loro veleni e sostanze chimiche

Comunicato stampa

Nuova Delhi, 27 maggio 2017: Negli ultimi decenni, sull’onda del falso mito di dover nutrire il mondo, le grandi multinazionali hanno creato fame, diffuso malattie croniche e inquinato il pianeta.

La Dott.ssa Mira Shiva, una delle principali esperte di salute pubblica in India con un dottorato in medicina interna, nel suo contributo nel libro “Annam: Food as Health” (Annam: il cibo è salute) sottolinea l’emergenza alimentare e sanitaria in India e nel resto del mondo:

“L’India è al 55 ° posto su 76 nell’Indice globale della fame dove vivono quasi 194,6 milioni di persone malnutrite. Circa il 15,2% dell’India è malnutrita, quasi il 73% delle famiglie non ha accesso a sufficiente cibo e salute. 12 stati su 29 si ritrovano in una categoria “allarmante”.

L’India è uno degli stati firmatari degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – il cui obiettivo numero 2 è proprio quello di porre fine alla fame – “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”

I primi due target di questo obiettivo sono:

2.1. Entro il 2030 porre fine alla fame e garantire l’accesso da parte di tutti gli individui, in particolare i più poveri e quelli che trovano in situazioni vulnerabili, compresi i neonati, alla sicurezza alimentare e a una nutrizione sufficiente per tutto l’anno.

2.2. Entro il 2030, porre fine a tutte le forme di malnutrizione, compreso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi internazionali stabiliti riguardo l’arresto della crescita e il deperimento nei bambini al di sotto dei cinque anni di età, e affrontare inoltre  le esigenze nutrizionali delle ragazze adolescenti, delle donne in gravidanza e in fase di allattamento e delle persone anziane.

Le stesse multinazionali che hanno creato la fame e le malattie stanno ora cercando di convertire queste stesse crisi in opportunità per nuovi profitti facendone pagare iol prezzo alle persone e all’ambiente.

Il 27 maggio, alla vigilia della Giornata mondiale della fame, Pepsi e Nestlé sponsorizzeranno l’ evento “Nutrire l’India”. Questo è un altro tentativo di appropriarsi del nostro cibo quotidiano, il nostro thali , la nostra libertà e sovranità alimentare sotto il falso pretesto di “nutrirci”.

Nel frattempo, Il cartello Bayer Monsanto sta cercando di introdurre la senape OGM in India raccontandoci che in questo modo aumenteranno i raccolti e la sicurezza, mentre invece questa è una strategia per eliminare il nostro olio artigianale – ghani – prodotto con le varietà di senape dei nostri semi locali. Nel 1998 è iniziato l’attacco al nostro olio indigeno e abbiamo per questo dato inizio alla campagna Sarson Satyagraha – azioni di disobbedienza civile per salvare e riprenderci la diversità del nostro olio di semi.

Il lavoro di Navdanya degli ultimi tre decenni dimostra che possiamo nutrire due volte la popolazione indiana attraverso l’agricoltura biologica e biodiversa (Rif. pubblicazione: Health per Acre – Salute per Acro), come confermato dal rapporto IAASTD, che ha illustrato come l’ agroecologia sia l’unica via possibile per nutrire il pianeta e la popolazione.

I fertilizzanti artificiali hanno contribuito al cambiamento climatico, all’inquinamento del terreno e dell’acqua e hanno portato a un declino della fertilità del suolo. L’agricoltura biologica invece aumenta la fertilità del nostro suolo e di conseguenza produce maggiori quantità di cibo in modo sostenibile nel lungo periodo.

La rapida diffusione della fame e di malattie croniche è connessa ai cambiamenti nelle nostre diete e nei cambiamenti nelle modalità attraverso cui il cibo viene prodotto e trasformato. La pratica agricola basata su monocolture e sull’uso di sostanze tossiche produce alimenti privi di nutrienti e ricchi in veleni. Oltre a ciò assistiamo ad una vera e proprio invasione di cibi industriali contenenti additivi chimici, che vengono fortemente pubblicizzati. Questo sistema alimentare si basa sul paradigma scientifico predominante, che ignora le più recenti scoperte scientifiche in materia di ecologia e della relazione tra cibo e salute. Si tratta di un paradigma meccanicistico, riduzionista ed obsoleto, che considera il “cibo spazzatura” come “sostanzialmente equivalente” al cibo di qualità, basandosi su criteri riduzionisti che ignorano le interconnessioni tra il modello di produzione, trasformazione del cibo e quali impatti può avere sulla nostra salute. Di conseguenza il “cibo fasullo” che diffonde malattie viene promosso, diffuso e commercializzato come se fosse “cibo vero” che ci dà salute.

Nel libro “Annam: Food as Health” (Annam: il cibo è salute), la Dott.ssa Vandana Shiva, che ha un curriculum di studi in fisica quantistica ed ha praticato la scienza dell’ecologia per più di 4 decenni, ha dimostrato come la salute sia un continuum dal suolo, alle piante, ai nostri corpi. L’agricoltura chimica è basata su monocolture che ci privano della diversità di cui abbiamo bisogno per una nutrizione equilibrata e sana. L’agricoltura chimica priva i suoli dei nutrienti e produce piante che sono vuote dal punto di vista nutrizionale, ma piene di residui tossici. Quando mangiamo cibo chimicamente prodotto soffriamo di malattie connesse alla deficienza di nutrienti e/o dall’assunzione di sostanze tossiche. Nel libro della Dott.ssa Vandana Shiva “Who really feeds the World” (Chi realmente nutre il mondo), viene smascherato il mito secondo il quale abbiamo bisogno delle multinazionali e delle loro sostanze tossiche per nutrire il pianeta e dimostra come in realtà stanno causando fame e malattie.

Il Dott Gangadharan ci ricorda che secondo la medicina tradizionale indiana, l’Ayurveda, il cibo è medicina, “Sarvaushadhi”, e che la stagionalità dei prodotti, insieme ai metodi di produzione e preparazione sono altrettanto fondamentali per la salute. L’Ayurveda identifica il sistema digestivo come il più importante per la salvaguardia della salute.

Samagnischa: Agni (fuoco digestivo = digestione interna/ metabolismo interno che include 13 tipi di agni, processi digestivi, metabolici e di trasformazione) dovrebbe essere bilanciato.

La scienza occidentale sta finalmente giungendo alle stesse conclusioni.

Come viene evidenziato nel libro “Mind Gut” (La comunicazione Mente-Pancia): per decadi il modello che considera la malattia in senso meccanicistico e militarista ha strutturato i programmi della ricerca medica. Perciò, finché si può riparare la parte malata in modo meccanico, si pensa di avere risolto il problema senza bisogno di comprenderne la causa primaria. Stiamo cominciando solo ora a comprendere che l’intestino e  i microbi che esso contiene  – il  microbiota intestinale, il microbioma – costituiscono uno dei principali componenti dei sistemi che regolano le funzioni del corpo umano e che il loro vasto numero di geni produce molecole che trasmettono segnali” (pag. 6 “Mind Gut”).

Il Dott Rama Jayasundar, biofisico che presiede l’unità di NRM dell’istituto AAIMS (All India Institute of Medical Sciences) ed esperto di Ayurveda, evidenzia come il concetto di riduzionismo meccanicistico sia inadeguato per comprendere la complessità del corpo umano: “Il corpo umano è un sistema biologico complesso con molte strutture biochimiche, funzioni, ed una serie di attività elettriche e magnetiche, che offre un ampio raggio di valutazione da molteplici prospettive. Mentre il modello biologico e medico moderno è orientato strutturalmente, l’Ayurveda si basa su di una prospettiva funzionale del corpo umano. Le funzioni sono i risultati di interazioni complesse tra un gran numero di fattori, da strutturali a biochimici. La prospettiva funzionale è perciò sistematica ed inclusiva di tutti i fattori del sistema dell’organismo umano”.

Abbiamo due scelte per risolvere l’emergenza sanitaria della fame e delle malattie. Possiamo continuare a seguire il percorso meccanicistico riduzionista delle multinazionali, che potrà solo peggiorare la crisi, oppure possiamo intraprendere il percorso della biodiversità, dell’ agroecologia, dell’ Ayurveda.

Einstein disse che non si possono risolvere i problemi utilizzando la stessa struttura mentale che li ha provocati.

Il Dott Bhushan Patwardhan descrive come i supplementi alimentari non possano risolvere il problema dell’alimentazione insufficiente e basata su prodotti scarsamente nutrienti.

“Attualmente, è aumentata la consapevolezza globale sull’importanza di alimentarsi con cibi naturali e freschi, piuttosto che con cibi trattati. Le prove a sostegno dell’importanza di consumare cibi freschi, e naturali sono in aumento. Per esempio, per contrastare la carenza di vitamina A, mangiare carote fresche è meglio che assumere integratori a base di carotenoidi. La frutta fresca come la papaia e i vegetali come le carote, sono maggiormente tollerati dall’organismo, ed è stato dimostrato come migliorino i livelli di vitamina A nelle madri durante l’allattamento. Il solo consumo di proteine, carboidrati, e grassi non è sufficienti per una sana crescita e un giusto sostentamento.”

La Dott.ssa Vandana Shiva, attraverso un’analisi scientifica, dimostra come la gli esperimenti di fortificazione e biofortificazione del Golden Rice – Riso Dorato e della banana OGM propongono una cura utilizzando gli stessi sistemi che hanno in primis causato la malattia: il modello basato sulla monocoltura chimica ed industriale.

L’Agenzia indiana per la Sicurezza Alimentare e le relative norme (Food Safety and Standards Authority) ha adottato la fortificazione degli alimenti come priorità attraverso slogan pubblicitari come  “Lottando contro la Malnutrizione, Migliorando la Vita dei cittadini.”

Contrariamente a quanto si prospetta, l’aggiunta di principi nutritivi ad alimenti privi di nutrienti, non può risolvere le diverse carenze nutritive causate da un’agricoltura basata sul principio delle monocolture e sull’uso di Azoto, Fosforo e Potassio come unici componenti necessari al suolo. Né può compensare scarsità di cibo, perché la fame e la malnutrizione fanno parte integrante del paradigma su cui si basa la produzione di cibo nel sistema industriale. (capitoli “Who really feeds the World” – Chi nutre veramente il mondo – e “Hunger by Design” – La fame fa parte di un piano preciso” – nel libro “Making Peace with the Earth”  Fare Pace con La Terra – di Vandana Shiva).

Infine Maya Goburdhun, Direttrice di Navdanya, condivide con i lettori l’esperienza della fattoria di Navdanya nella conservazione e nel rinnovamento della ricca diversità che è possibile coltivare in campo ed avere a disposizione nel nostro cibo quotidiano, nel nostro thali..

Scrive inoltre nel libro “Annam: Food as Health” (Annam: il cibo è salute):  “In questa presentazione di ciò che Madre Terra ha reso disponibile per nutrirci, abbiamo elencato solo alcuni dei suoi tesori; ce ne sono molti più, conservati all’interno di comunità o nelle più diverse regioni climatiche. Con una tale abbondanza a nostra disposizione risulta evidente quanto sia miope la prospettiva che riduce il nostro paniere di cibo alla scarsità nutrizionale di un qualsiasi carrello del supermercato. Navdanya ha molti programmi, dall’educazione ad una nutrizione sana al giardinaggio per aiutare coloro che vogliono rieducarsi e ritornare al cibo sano, nutriente e vitale. Chiunque può fare parte del movimento per il cibo sano e vitale e in questo modo risanare il proprio corpo ed il pianeta allo stesso tempo”.

Il cammino da percorrere per nutrire adeguatamente la popolazione del pianeta è evidente. Non è quello che porta solo profitti alle grandi industrie agrochimiche, basato sull’uso di sostanze tossiche in agricoltura e su processi industrializzati di produzione e trasformazione degli alimenti.

Il cammino da percorrere è quello della biodiversità, dell’agroecologia, dei processi di trasformazione artigianalo, nel rispetto sia di coloro che coltivano cibo buono e salutare sia di coloro che scelgono di consumarlo.


Contenuti collegati [inglese]

Sign the Pact for Diversity against the take-over of our seeds and food


Also read:

From big to small: the significance of smallholder farms in the global food system

By Jessica Fanzo – The Lancet, April 2017

Resistance to GM Mustard in India

Navdanya, 12 May 2017

The Corporate War Against The Planet, People and Democracy

Seed Freedom, July 2016

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